Oltrepassare i muri

 

A partire dal 2015, in collaborazione con la cooperativa sociale Bee4, EVIVA ha affidato al Centro Servizi del Carcere di Bollate l’attività di data entry, validazione documentale, fornitura di informazioni al cliente e inserimento delle autoletture. Il progetto vede oggi coinvolti 20 detenuti supportati da circa 20 persone di EVIVA che coordinano e curano la formazione continua degli addetti e li affiancano nella fase operativa.
L’istituto di detenzione di Bollate conta oggi circa 1.180 detenuti di cui 106 donne, su un massimo di 1.200 posti.
Il modello Carcere di Bollate, nel quale EVIVA ha deciso di proseguire a investire, propone un percorso volto all’inclusione dei detenuti nella società, attraverso opportunità di lavoro e di relazioni sociali. L’obiettivo principale è quello di permettere loro di apprendere un mestiere e scoprire le proprie potenzialità e capacità, creando così un bagaglio di competenze per riacquisire appieno la dignità e favorire il riscatto sociale, concretizzando l’idea di un futuro possibile al di fuori delle mura. Il progetto contribuisce, inoltre, allo sviluppo di un maggior grado di responsabilità del detenuto fornendogli la possibilità di sostenersi economicamente, evitando così di pesare sulla propria famiglia.
Oggi 200 detenuti del Carcere di Bollate lavorano e hanno contatti diretti con la realtà esterna e, da circa 3 anni, la metà di loro è coinvolta in attività di volontariato e collaborazioni con Onlus e associazioni non profit.
Il Centro Servizi di EVIVA non è il solo strumento messo a disposizione dei detenuti: trovano spazio anche un ristorante aperto al pubblico, laboratori manuali di sartoria, attività di riparazione di macchine del caffè e un asilo nido. Inizialmente dedicato solo al personale del carcere e successivamente messo a disposizione della comunità locale, il nido oggi ospita 16 bambini e costituisce un esempio unico in Italia di servizio pubblico svolto all’interno di una casa di reclusione.
Il penitenziario milanese ritiene inoltre fondamentale la possibilità di offrire percorsi di istruzione per i detenuti. Circa il 60% ha completato studi all’interno della struttura e 35 detenuti sono iscritti all’Università grazie a convenzioni con i principali atenei di Milano (Università degli Studi di Milano e Milano Bicocca, Università Cattolica del Sacro Cuore).
Sono state anche istituite due scuole professionali: un istituto per geometri e una scuola alberghiera, che nel 2017 avrà i primi diplomati. La scuola alberghiera permette ai detenuti di intraprendere tirocini all’esterno della struttura così come agli studenti delle scuole del territorio di intraprendere tirocini nella realtà del carcere.
Secondo una ricerca statistica sviluppata dalla Fondazione Einaudi, il dato complessivo sulla recidiva dei detenuti del Carcere di Bollate è circa del 20% rispetto ad una media delle carceri italiane che si aggira intorno al 68%: in altre parole, se in Italia mediamente quasi 7 detenuti su 10, esaurita la pena, tornano a delinquere, nel caso di Bollate ciò vale solo per 2 su 10. Questa percentuale già straordinaria si riduce ancora di più sul campione di detenuti che lavorano all’interno o all’esterno del carcere, per i quali il valore di recidiva si attesta intorno al 7%, quindi meno di 1 su 10.
Nel 2016, il rapporto di stima tra i detenuti e i dipendenti di EVIVA, la possibilità di una crescita professionale e la fiducia dimostrata dall’azienda per il lavoro svolto dalle persone detenute che operano presso il Centro Servizi, hanno permesso di raggiungere una qualità del lavoro e conseguentemente del servizio erogato ai clienti superiore o comunque assolutamente paragonabile ai medesimi servizi svolti da società terze che si occupano di tali attività, ripagando nel complesso gli investimenti dell’azienda e favorendo il proseguimento di questo rapporto di collaborazione lavorativo e personale.
La buona riuscita del progetto funge da esempio per una maggior consapevolezza dell’importanza di creare un sistema carcerario che abbia al suo interno una funzione formativa e che possa dunque favorire un reale reinserimento lavorativo e sociale per chi è detenuto. Il progetto ha un impatto positivo anche sul personale delle carceri, con l’aiuto dato ai detenuti per svolgere il proprio lavoro nel percorso educativo verso la responsabilizzazione e l’integrazione sociale, nonché sui dipendenti di EVIVA che hanno in tal modo l’occasione di conoscere una realtà complessa come quella delle carceri e di poter contribuire attivamente al suo miglioramento.