BREVE CENNO AI VEICOLI ELETTRICI E NON

Il motore elettrico nasce storicamente prima dei MCI (motori a combustione interna sia ciclo Otto – cioè alimentati a benzina - che Diesel quindi alimentati a gasolio). La legge di Faraday – che è alla base di funzionamento di queste macchine – è del 1831 mentre i primi esperimenti di motori termici sono stati effettuati dopo il 1860. Basti pensare poi a molti treni, metropolitane, tram la cui trazione è affidata a motori elettrici. Negli ultimi decenni le case automobilistiche hanno fatto sforzi enormi per incrementare il rendimento dei MCI e ridurne le emissioni anche nel rispetto delle stringerti direttive UE anti inquinamento. Nonostante gli enormi progressi i MCI hanno un rendimento che raramente supera il 30% (i motori diesel circa il 5/10% in più dei benzina), hanno necessità di manutenzione programmata costante (olii lubrificanti, filtri, etc), frequente sostituzione delle pastiglie dei freni e comunque immettono in atmosfera sostanze inquinanti (gas effetto serra) come NOX, CO, CO2 e nel caso di motore Diesel anche particolato.
Esistono poi in commercio (da circa due decenni) vetture HEV (Hybrid Electric Vehicle). Queste vetture hanno sia un MCI (generalmente un benzina) che un motore elettrico (generalmente un asincrono trifase o un brushless) che in caso di frenata funge da macchina operatrice (genera corrente elettrica) e ricarica la batteria per sfruttare l’energia in un secondo momento per la trazione (frenata rigenerativa). Gli schemi di funzionamento sono molteplici poiché la trazione può essere affidata ad un uno dei due motori o da entrambi, su uno dei due assi o su entrambi.
Un’altra categoria sono i PHEV (Plug-In Hybrid Electric Vehicle), sono sostanzialmente HEV con la possibilità di ricaricare la batteria tramite una colonnina esterna e sono dotati di un pacco batteria maggiore. 
Infine, esistono i BEV (Battery Electric Vehicle) che hanno solo il motore elettrico e l’unica fonte di energia per la trazione è quella elettrica la cui ricarica è affidata a mezzo di colonnine. Questi veicoli hanno pregi notevoli per un futuro sostenibile poiché le emissioni sono solo quelle necessarie a produrre l’energia elettrica per la ricarica della batteria, hanno però emissioni nulle in città, non contribuiscono all’inquinamento acustico, hanno un rendimento nettamente superiore ad un MCI e la loro manutenzione è trascurabile e senza necessità di lubrificanti.

COLONNINE PER RICARICA VEICOLI ELETTRICI

Le colonnine possono essere adatte sia ad ambienti domestici/privati che pubblici. Le modalità di ricarica e le velocità cambiano a seconda delle esigenze, passando da circa 20 minuti a otto ore.
EVIVA aiuta i suoi clienti a incrementare la diffusione dei veicoli elettrici per migliorare la qualità dell’aria nei centri urbani, ridurre i rumori, l’utilizzo di lubrificanti e di combustibili fossili.

La nostra proposta prevede la vendita di colonnine di ricarica italiane di alta qualità ed affidabilità e conforme agli standard internazionali (IEC 61851-1) per i modi di ricarica (modo 3 e 4) e per i tipi di presa elettrica per il collegamento vettura/colonnina (IEC 62196-2) (prese: tipo 2, CHAdeMO e CCS).

La ricarica è sempre sicura poiché è utilizzato un dispositivo per lo scambio di segnali tra il veicolo elettrico e la colonnina di ricarica. Tale dispositivo PWM (Pulse Width Modulation) è un microcontrollore che inattiva – tramite un interruttore ad alta frequenza – l’erogazione della corrente verso la vettura in caso di malfunzionamento rendendo il rifornimento anche più sicuro di quello di combustibili fossili nei tradizionali serbatoi.

Le colonnine EVIVA variano a seconda delle esigenze del cliente, sia per i tempi di ricarica che i metodi di pagamento (registrando la propria carta di credito su un’APP dedicata, piuttosto che tramite l’inserimento di monete). Le potenze di ricarica sono sia fino a 22 kW (normal power) che oltre i 22 kW (high power).

Nel caso di esigenze domestiche proponiamo colonnine murali in corrente alternata (AC) monofase (con metodi di ricarica modo 3 e presa tipo 2). Queste colonnine hanno la possibilità di selezionare l’intensità di corrente: 16 A assorbendo solo 3,6 kW oppure 32 A assorbendo 7,2 kW e dimezzando i tempi di ricarica.

Soluzioni intermedie in AC trifase fino a 32 A assorbendo 22 kW, ossia il confine tra normal power e high power. (con metodo di ricarica modo 3 e presa tipo 2).

Nel caso di esigenze di ricarica molto veloci proponiamo colonnine multi standard dove possono essere ricaricati veicoli elettrici in corrente continua (DC) sia con presa CHAdeMO che CCS e, quindi, la tipo 2 (Mennekes) per la corrente alternata trifase (AC). (con metodo di ricarica modo 3 e modo 4).

 

Per maggiori informazioni scrivere a efficienza@evivaenergia.com